Bambini senza regole: un danno da evitare

Negli ultimi anni l’educazione non ha fatto passi da gigante. Anzi, stiamo regredendo al limite dell’imbarazzante; pare che tutti abbiamo abdicato al ruolo consapevole di educatori per diventare amici o compagni di giochi dei bambini. Perché? Esploriamo ad esempio il campo delle regole, uno dei punti con cui ciascun genitore deve fare i conti.

Riteniamo che chi cresce bambini senza regole faccia due errori madornali (bonariamente, ma non troppo): in primo luogo, danneggia la collettività intera sfornando personcine nevrili, viziate e dannose. In secondo luogo, dimostra di non essere uno studioso del comportamento, finendo per venire snobbato dai bambini stessi. Ecco tre riflessioni

regole e bambini

Il bambino non è perfetto, non sa quello che vuole e non sa interagire col mondo

Cominciamo smentendo una delle principali argomentazioni degli “educatori buonisti”: il bambino non è un adulto, non è in grado di cavarsela da solo, non ha un Sé definito e chiaro. E’ un cucciolo, che va guidato passo a passo verso il mondo, per potersi scoprire autonomo un domani.
Un adulto, rispetto a un bambino, ha una conoscenza più profonda dei meccanismi che regolano il mondo e la vita con gli altri, meccanismi che dovrebbe trasmettere. Siamo tutti d’accordo nell’affermare che i bambini non si rendono pienamente conto delle conseguenze delle proprie azioni. Noi adulti, al contrario, dovremmo essere responsabili. Questa responsabilità è un valore da affermare con forza, da trasmettere ai più piccoli. E’ il passaggio della conoscenza dall’una all’altra generazione e tutti dovremmo sentirci responsabili di questo, genitori, insegnanti o meno.

Allo stesso modo, un bambino non ha chiare le proprie motivazioni, non è in grado di perseguire da solo la felicità. Va educato alla felicità, va educato a cercare quelle attività che gli procurano gioia, bisogna insegnargli a riflettere su se stesso. Sono cose che non farebbe da solo, ma può fare se spinto da una guida autorevole. E’ proprio la funzione di guida che non dobbiamo dimenticarci: noi siamo i “grandi” che guidano il bambino verso la maturità.

  • se in casa nostra non ci sono regole, non cresceranno bambini felici, ma unicamente incapaci di vivere in questo mondo. Perché la fuori le regole ci sono, eccome.

Abdicare al ruolo di leader? Non vuol dire essere amati

Qualcuno potrebbe pensare che risparmiando ai bambini le regole si diventi automaticamente dei “buoni genitori”, apprezzati dai piccoli. Falso. Il genitore non dovrebbe mai essere un caporale, ma unicamente un leader; quella figura autorevole che spiega al bambino cosa può fare, che lo indirizza ad esplorare i suoi interessi e che, quando fa qualcosa di sbagliato, sa correggerlo, anche con decisione. Ed è proprio la figura di guida, di esperto, di base sicura che fa bene ai bambini e li aiuta a crescere.

I bambini non amano chi permette loro di fare quel che vogliono. Certo, in questo caso vi sfrutteranno per i loro comodi.

Facciamo un esempio: immaginiamo che ci siano due negozi di abbigliamento; uno in cui mi regalano tutto, l’altro in cui, una commessa molto professionale mi aiuta a scegliere l’outfit che più mi valorizza e rispecchia i miei gusti. Sicuramente tutti ci riforniremmo nel primo, ma da chi andreste a chiedere consigli?

Così, capita spesso che il genitore che non mette regole, che soddisfa tutte le richieste dei figli, goda di meno considerazione di quello che fa rispettare la sua legge, ma con un occhio per le esigenze dei piccoli.

Può essere utile capire meglio la natura delle regole, capire quando è bene mettere un freno. Per questo vi consigliamo una lettura davvero illuminante: I no che aiutano a crescere.

Più regole, meno stress

Un bambino senza regole vive con disagio, è sottoposto a un grande stress: deve imparare a vivere come un adulto, ad arrangiarsi, a fare tutto da sé. Con il piccolo particolare che il suo sistema cognitivo non è quello di un adulto, che non ha ancora le risorse per gestirsi in autonomia. Sarebbe come se voi vi trovaste, da un giorno all’altro, a dover guidare uno Stato. Immaginate che fatica e quanti errori senza avere le minime basi della buona amministrazione? Di più, non sareste mai un buon leader! Perché non avete avuto modo di formarvi, di avere accanto un esperto a guidarvi.

Questo non è un parere personale, ma dato scientifico: bambini sregolati sono sottoposti a fonti maggiori di stress, rischiano di sviluppare patologie comportamentali e sono più a rischio degli altri (ecco la fonte).  Al contrario, avere delle norme, sapere quali regole bisogna rispettare, sapere che c’è una figura buona ma decisa che corregge gli errori e guida nella giusta direzione è un incentivo notevole, ma anche un aiuto a crescere.

E la libertà? Parliamo spesso di libertà, è una delle nostre colonne portanti, come potete leggere nella pagina dedicata all’educazione dei bambini. Però, questa prescinde le regole: la libertà non deve mai essere assoluta, ma moderata dal rispetto per gli altri e dalle regole della civile convivenza. In altre parole, la libertà dell’uno finisce dove inizia quella degli altri. Liberi di fare quello che volete, ma non di rompere le scatole in altre parole (ricordando che il bambino è bambino e ha i suoi bisogni, tra cui quelli di muoversi e giocare).

Presto parleremo anche dei migliori metodi per far rispettare le regole, che non devono essere imposte con la minaccia e con la violenza, ma solo con fermezza e un pizzico di strategia.

In sintesi delle idee condivise da celppFamily.com

  • ricordatevi che i bambini senza regole sono più stressati e rischiano problemi comportamentali seri
  • le regole, se sono ragionevoli, aiutano il bambino a vivere meglio, più sicuro
  • il buon genitore non è quello che lascia fare di tutto, ma quello che sa essere un leader 

A cura di Matteo Princivalle by celpp

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