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	<title>AREA MULTISISTEMICA Archivi - Centro Educativo Logopedico Psicomotorio Psicologico CELPP Palermo</title>
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	<title>AREA MULTISISTEMICA Archivi - Centro Educativo Logopedico Psicomotorio Psicologico CELPP Palermo</title>
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		<title>Il carnevale si festeggia in celpp integra</title>
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		<dc:creator><![CDATA[trovaweb]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 07 Feb 2016 14:02:29 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il carnevale i festeggia in celpp integra, una giornata quella di venerdi che ha unito tutti i bambini otto lo steso spirito di allegria, felicità e tare assieme divertendosi. In particolare tutti i collaboratori di celpp c&#8217;è l&#8217;hanno messa tutta per dare il meglio di e come fanno ogni giorno per garantire a ogni bambino [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il carnevale i festeggia in celpp integra, una giornata quella di venerdi che ha unito tutti i bambini otto lo steso spirito di allegria, felicità e tare assieme divertendosi. In particolare tutti i collaboratori di celpp c&#8217;è l&#8217;hanno messa tutta per dare il meglio di e come fanno ogni giorno per garantire a ogni bambino miglioramenti in ogni ambito, sociale, affettivo, relazionale e suo cognitivo al fine di dare una metodologia di crescita attinente alle risorse di ogni bambino.</p>
<p>I bimbi come al solito erano entusiasti e tutti sono tornati a casa contenti e felice che erano stati in un poto dove regna L&#8217;EMPATIA assoluta e dove tutti i aiutano al fine di essere partecipi nella crescita.</p>
<p>Ogni bambino e messo nelle condizioni idonee trova modalità di crescita potenziali. Celpp! !!</p>
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		<title>Indicazioni Europee per lo sviluppo delle competenze&#8230;&#8230;.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[trovaweb]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Nov 2015 06:51:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[APPROFONDIMENTI]]></category>
		<category><![CDATA[AREA EDUCATIVA E SCOLASTICA]]></category>
		<category><![CDATA[AREA MULTISISTEMICA]]></category>
		<category><![CDATA[NEWS]]></category>
		<category><![CDATA[SUPPORTO SCOLASTICO]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Lo sviluppo delle competenze per gli l&#8217;alunni Le Indicazioni nazionali per il riferimento delle competenze è quella data nella Raccomandazione del Parlamento europeo e del Consiglio del 23 aprile 2008 (C 111/01): “Comprovata capacità di utilizzare conoscenze, abilità e capacità personali, sociali e/o metodologiche, in situazioni di lavoro o di studio e nello sviluppo professionale [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Lo sviluppo delle competenze per gli l&#8217;alunni</p>
<p><span style="font-weight: 400;">Le Indicazioni nazionali per il riferimento delle competenze è quella data nella Raccomandazione del Parlamento europeo e del Consiglio del 23 aprile 2008 (C 111/01):</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">“</span><b>Comprovata capacità di utilizzare conoscenze, abilità e capacità personali, sociali e/o metodologiche, in situazioni di lavoro o di studio e nello sviluppo professionale e personale.</b><span style="font-weight: 400;"> Nel contesto del Quadro europeo delle qualifiche le competenze sono descritte in termini di responsabilità e autonomia”.</span></p>
<p><b>Pertanto le competenze consistono nella capacità di usare conoscenze, abilità e capacità personali, sociali, metodologiche, in contesti nuovi e in modo autonomo e appropriato.</b></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><b>L’approccio dell’Unione europea si basa, su quello che l’alunno può realmente fare in un dato contesto al termine del percorso formativo.</b><span style="font-weight: 400;"> In quest’ottica</span><b>, la didattica</b><span style="font-weight: 400;"> non può più esaurirsi in una trasmissione di saperi, che restano comunque il fondamento dell’apprendimento, ma </span><b>deve costruire percorsi personalizzati di formazione, in cui ogni studente possa realizzare le proprie potenzialità e sviluppare quegli strumenti cognitivi funzionali all’interazione  sociale consapevole</b><span style="font-weight: 400;"> e a un’adeguata interpretazione della realtà.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Diversamente dai saperi che si trasmettono, </span><b>le competenze si costruiscono</b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Attività di ricerca, risoluzione di problemi, interpretazione dei dati, progetti multidisciplinari sono solo alcune delle possibilità a disposizione dei docenti per favorire nell’alunno capacità logiche, critiche, creative, espressive, operative e di osservazione. </span><b>Si tratta, in sostanza, di predisporre situazioni problematiche in modo che lo studente possa usare le conoscenze acquisite, le abilità e le doti personali in un contesto nuovo, esercitando così la capacità di problem solving.</b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Le competenze possono essere trasversali e pertanto coinvolgere in varie circostanze il contributo complementare di diverse discipline. </span><b>Diventano</b><span style="font-weight: 400;">, quindi</span><b>, importanti la multidisciplinarietà e l’interdisciplinarietà</b><span style="font-weight: 400;"> con una costruzione collegiale dei percorsi formativi all’interno dell’istituzione scolastica.</span></p>
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		<title>Una gabbia per bimbo autistico&#8230;.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[trovaweb]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 12 Sep 2015 17:37:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[AREA INTERVENTISTICA E TERAPICA]]></category>
		<category><![CDATA[AREA MULTISISTEMICA]]></category>
		<category><![CDATA[NEWS]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#160; Una gabbia in aula destinata a un bambino di 10, sofferente di autismo, per fargli ritrovare la calma nei momenti &#8220;concitati&#8221; e consentire lo svolgimento delle lezioni. L&#8217;iniziativa, in una scuola di Canberra (Australia), è costata il posto di lavoro alla preside, che è stata licenziata in tronco. La dirigente aveva speso 5.200 dollari [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p>Una gabbia in aula destinata a un bambino di 10, sofferente di autismo, per fargli ritrovare la calma nei momenti &#8220;concitati&#8221; e consentire lo svolgimento delle lezioni.</p>
<p>L&#8217;iniziativa, in una scuola di Canberra (Australia), è costata il posto di lavoro alla preside, che è stata licenziata in tronco.</p>
<div id="oas_Bottom1"></div>
<p>La dirigente aveva speso 5.200 dollari australiani (circa 3mila euro) per quella gabbia, che misura due metri per due.</p>
<p>Ma le sue spiegazioni sull&#8217;utilizzo di quella scatola con le sbarre non hanno convinto le autorità scolastiche statali: &#8220;E&#8217; totalmente inaccettabile. I dirigenti scolastici devono essere responsabili delle proprie azioni. E&#8217; stata presa una decisione sbagliata, la responsabile non sarà più una preside e non lavorerà nella scuola&#8221;, hanno dichiarato.</p>
<p>&#8220;penso che reagire a una diversità in questo modo è inaudito..e soprattutto segno di inciviltà assoluta e di follia&#8221;&#8230;&#8230;..</p>
<p>Fonte unione sarda .it</p>
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		<title>10 aree del cervello importantissime&#8230;.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[trovaweb]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 12 Sep 2015 17:27:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[AREA INTERVENTISTICA E TERAPICA]]></category>
		<category><![CDATA[AREA MULTISISTEMICA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>10 aree del cervello che devi conoscere Ecco alcuni punti utili a capire come funziona il nostro organo più complesso e affascinante Dove nasce la paura? Perché alcune persone non riescono proprio a smettere di fumare? Come coordiniamo i movimenti del corpo? La risposta, in tutti tre i casi, è scritta nel nostro cervello. Certo, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<header>
<h1>10 aree del cervello che devi conoscere</h1>
</header>
<p class="lead">Ecco alcuni punti utili a capire come funziona il nostro organo più complesso e affascinante</p>
<p><a href="http://images.wired.it/wp-content/uploads/2015/07/1437048666_cervello.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone size-post-thumbnail wp-image-90510" src="http://images.wired.it/wp-content/uploads/2015/07/1437048666_cervello-600x335.jpg" alt="cervello" width="600" height="335" /></a></p>
<p>Dove nasce la <strong>paura</strong>? Perché alcune persone non riescono proprio a <strong>smettere di fumare</strong>? Come coordiniamo i <strong>movimenti del corpo</strong>? La risposta, in tutti tre i casi, è scritta nel nostro <a href="http://www.wired.it/scienza/lab/2015/04/20/10-da-sapere-cervello/">cervello</a>. Certo, identificare quali regioni della corteccia siano coinvolte, e in che modo, non è mai un’impresa semplice: non a caso la lista dei misteri (e dei <a href="http://daily.wired.it/news/scienza/2013/09/06/comuni-miti-cervello-teorie-funzionamento-brain-553526.html">miti da sfatare</a>) che riguardano questo organo è ancora molto fitta. Tuttavia, soprattutto grazie alle tecniche più moderne di <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Neuroimaging">neuroimaging</a>, come per esempio la <a href="http://daily.wired.it/news/scienza/2013/03/11/neuroscienze-tribunale-cambiano-prove-323456.html">risonanza magnetica funzionale</a> (o <b>fMri</b>, un vero e proprio scanner che permette di catturare non solo l’anatomia, ma anche la funzionalità associata a precise azioni), la <strong>mappa</strong> delle regioni e dei<strong> network</strong> del cervello sta pian piano venendo alla luce, tanto che alcune di queste aree hanno oggi un nome.</p>
<p class="related"><a href="http://www.wired.it/scienza/medicina/2015/09/11/virus-preistorico-gigante/"><span class="und-yellow">Leggi anche:</span>Ecco il virus preistorico gigante</a></p>
<p>Ecco una carrellata di quelle di cui sentirete sicuramente parlare ancora.</p>
<p><b>1. L’amigdala</b><br />
È una vera e propria <b>centralina</b> che, dall’interno del cervello, gestisce le nostre sensazioni di<b> </b><a href="http://www.wired.it/scienza/medicina/2014/12/05/ossitocina-cancellare-paura/"><b>paura</b></a>, <b>ansietà</b>, <b>stress</b>. Si tratta, a livello anatomico, di un gruppetto di strutture interconnesse a livello del lobo temporale, dalla forma ovoidale, tanto che il nome stesso deriva dal termine greco <i>amygdala</i>, che significa <b>mandorla</b>. Gioca un ruolo fondamentale nell’elaborazione delle <b>emozioni </b>ed è coinvolta nei sistemi della <b>memoria emozionale</b>: quelli che fanno scattare i meccanismi di comparazione tra gli stimoli che riceviamo e le nostre esperienze passate. Una delle ultime ipotesi inoltre è che, nonostante sia stata finora associata solo con emozioni negative, l’amigdala abbia in realtà più a che fare con l’<b>intensità</b> dell’emozione, e non esclusivamente con la valenza.</p>
<p>Come funzionano i <a href="http://www.nature.com/nature/journal/v517/n7534/full/nature14188.html">circuiti</a> che permettono ai diversi nuclei dell’amigdala di compiere queste funzioni così complesse? C’è ancora molto lavoro da fare per scoprirlo, infatti si tratta di un campo oggi molto vivace della ricerca in neuroscienze.</p>
<p><b>2. L’area facciale fusiforme </b><br />
Si tratta di una <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Fusiform_face_area">componente</a> del <b>sistema visivo</b> e, in particolare, della regione cerebrale associata alla percezione dei <b>volti</b>: quelli che abbiamo davanti dal vivo, ma anche quelli sulle fotografie, nello schermo del computer o della tv, da quelli in altissima risoluzione a quelle più sgranati. Lesioni in quest’area sono infatti associate a <a href="http://journal.frontiersin.org/article/10.3389/fnhum.2011.00138/abstract">deficit</a> nel riconoscimento delle persone familiari tipico della <a href="http://www.prosopagnosiaresearch.org/index/information">prosopagnosia</a>.</p>
<p>Il ruolo di quest’area, che si trova nel lobo temporale, non è tuttavia ancora del tutto chiaro: alcuni ricercatori sostengono che sia deputata al riconoscimento esclusivo del <b>viso</b> e delle<b>espressioni facciali</b>, altri invece sono convinti che si tratti di un<a href="http://www.mitpressjournals.org/doi/abs/10.1162/089892999563472">sistema esperto di classificazione</a>, capace quindi di<b> </b>funzionare anche per gli <b>oggetti</b>.</p>
<p><b>3. La zona del corpo extrastriata</b><br />
Scoperta appena nel 2001, questa regione della corteccia visiva è deputata (a differenza della precedente, concentrata sui volti), a riconoscere il resto della <b>figura umana</b>, cioè le altre <b>parti del corpo</b>. Il dibattito se si trattasse dell’interpretazione esclusivamente delle <b>forme</b> o anche del <b>movimento</b>, e quindi della gestualità, ha animato e anima tutt’ora la ricerca, anche se gli studi <a href="http://www.jneurosci.org/content/34/2/574.short?sid=3108ceea-4a01-4ffc-ba95-d71b7e6aae19">più recenti</a> spostano l’ago della bilancia sul suo ruolo nel riconoscimento dei corpi statici, e quindi delle forme, rispetto che all’identificazione del movimento.</p>
<p><b>4. Il complesso occipitale laterale</b><br />
Si tratta di un’ampia ampia regione della corteccia visiva che riveste un ruolo centrale nel <a href="http://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0042698901000736">riconoscimento degli oggetti</a>, e in particolare della loro <b>forma</b>, che riesce a distinguere dagli altri stimoli. Integrandosi all’area fusiforme facciale e a quella extra-striata del corpo contribuisce alla costruzione del <i>telaio</i> che ci consente di comprendere visivamente la realtà.</p>
<p><b>5. L’insula</b><br />
L’insula, o <b>corteccia insulare</b>, è un’area localizzata in profondità nel cervello, tra il <strong>lobo temporale</strong> e il <strong>lobo frontale</strong>. Risulta coinvolta in alcuni processi legati all’emotività, alla memorizzazione e alla conversione dei segnali in sensazioni (come la fame, o anche il bisogno di assumere droghe).</p>
<p>Molti studi (<a href="http://www.nature.com/npp/journal/vaop/ncurrent/abs/npp2015114a.html">alcuni anche molto recenti</a>) ne hanno confermato il coinvolgimento nei circuiti che determinano la dipendenza dal fumo si sigaretta. Un esempio? Alcuni individui colpiti improvvisamente da lesioni a carico di quest’area, <a href="http://www.nytimes.com/2007/02/06/health/psychology/06brain.html?pagewanted=all&amp;_r=0">smettevano di fumare di punto in bianco</a>, senza più accusarne la minima esigenza. Nei fumatori più incalliti, invece, sembra che sia proprio una diversa connettività dell’insula a rendere più difficile smettere.</p>
<p><b>6. La giunzione temporo-parietale</b><br />
Come suggerisce il nome, quest’area si trova al confine tra il lobo temporale e quello parietale. Vi convogliano informazioni sensoriali differenti come quelle visive, uditive, ma anche di tipo endogeno, provenienti cioè dall’interno del corpo. È coinvolta in disturbi come la <b>schizofrenia</b> e alcuni esperimenti hanno rilevato che lesioni o una particolare stimolazione in quest’area possono compromettere la capacità decisionale della persona, o addirittura provocare <a href="http://nro.sagepub.com/content/11/1/16.abstract">esperienze extracorporee</a>, cioè la sensazione (o meglio, l’illusione) di <i>uscire</i> e staccarsi dal proprio corpo fisico.</p>
<p><b>7. Il <em>Nucleus accumbens</em></b><br />
È un raggruppamento di neuroni, presente in ciascun emisfero, che si pensa giochi un ruolo determinante nei processi che portano alle sensazioni di <a href="http://daily.wired.it/news/scienza/2013/01/18/david-linden-neuroscienza-74303.html">piacere</a> (così come, al contrario, <a href="http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC2475798/">nella depressione</a>), della <b>risata</b>, e persino nei meccanismi che determinano l’<a href="http://daily.wired.it/news/scienza/2012/09/07/effetto-placebo-evoluzione-183456.html">effetto placebo</a>. Inoltre, per il suo stretto legame con un <b>neurotrasmettitore</b>, la <a href="http://daily.wired.it/news/scienza/2011/12/06/come-cervello-produce-dopamina-16787.html">dopamina</a>, sembra essere coinvolto nel fenomeno della <b>dipendenza</b> e dell’abuso di droghe come la cocaina e le amfetamine.</p>
<p><b>8. La circonvoluzione frontale inferiore</b><br />
Come suggerisce il nome, si tratta di una porzione molto interna di corteccia del lobo frontale, strettamente connessa all’<b>eseguire o meno i comandi</b>, come per esempio smettere di compiere un’azione in seguito a un preciso segnale. Alcuni studi hanno dimostrato inoltre che quest’area è coinvolta nei processi decisionali durante le <a href="http://www.jneurosci.org/content/27/23/6212">situazioni di rischio</a> e, in particolare, alterazioni a suo carico possono addirittura indurre a comportamenti eccessivamente incuranti del pericolo.</p>
<p>Al suo interno ritroviamo la cosiddetta <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Broca%25252527s_area">area di Broca</a>, una porzione strettamente legata al <b>linguaggio</b>, soprattutto per quanto riguarda la produzione ma anche la comprensione delle parole: chi viene colpito da una lesione a questo livello, presenta di conseguenza enormi difficoltà nell’articolare un discorso.</p>
<p><b>9. L’area per la forma visiva delle parole</b><br />
Questa zona, situata nella corteccia visiva, è specializzata nel riconoscimento automatico della forma delle <b>lettere</b> e delle <b>parole</b>. La sua sensibilità varia molto in base al <b>grado di familiarità</b> che abbiamo con esse, tanto che <a href="http://www.lescienze.it/news/2008/04/05/news/la_lingua_madre_non_si_nasconde-579889/">analizzandone l’attività elettrica</a> è possibile capire se un soggetto sia o meno madrelingua anche mentre legge in silenzio, senza neanche il bisogno di ascoltarlo parlare.</p>
<p><b>10. L’area motoria supplementare</b><br />
È molto probabilmente grazie a quest’area, situata all’interno della corteccia motoria, che riusciamo a muoverci in maniera<b>coordinata</b>. I suoi neuroni si connettono direttamente al midollo spinale e sembra rivestano un ruolo diretto nel controllo dei movimenti in una sequenza, della <b>postura</b>, ma anche (come hanno rivelato diversi esperimenti di imaging sulle scimmie) nella<a href="http://archneurpsyc.jamanetwork.com/article.aspx?articleid=651239">sincronizzazione</a> e <a href="http://www.sciencedirect.com/science/article/pii/0304394081904419">coordinazione tra il lato destro e quello sinistro</a>del nostro corpo, come per esempio quando dobbiamo alternarli (pensiamo alla camminata) oppure quando ci ritroviamo a compiere un’azione con la mano destra e una diversa con la sinistra.</p>
<p>fonte wired</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.celpp.it/10-aree-del-cervello-importantissime/">10 aree del cervello importantissime&#8230;.</a> proviene da <a href="https://www.celpp.it">Centro Educativo Logopedico Psicomotorio Psicologico CELPP  Palermo</a>.</p>
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