Grazie ad uno studio è stato mappato il genoma più antico del Mediterraneo

E’ stato mappato il genoma più antico dell’area del Mediterraneo, appartenente a una contadina iberica. Lo studio, pubblicato su ‘Molecular Biology and Evolution Journal’, è stato condotto da un gruppo di ricerca internazionale, guidato dall’Istituto di biologia evoluzionistica di Barcellona in collaborazione con il Centro per la geogenetica danese. Grazie a questa scoperta è possibile conoscere i cambiamenti genetici avvenuti durante la migrazione nell’Europa del Sud nel Neolitico, che ha portato all’abbandono dello stile di vita basato sulla raccolta e sulla caccia.

Sono infatti due le rotte percorse dai nostri antenati 8.000 anni fa per raggiungere l’Europa da est: una lungo il Danubio, l’altra seguendo le coste del Mediterraneo. Finora i reperti erano stati trovati solo in Germania e Ungheria, mentre si avevano poche informazioni sull’area più a sud, probabilmente anche a causa del clima più caldo, che non ha favorito la conservazione dei reperti.

Oggi, grazie al gruppo di ricerca guidato dallo spagnolo Carles Lalueza-Fox, è stato sequenziato il genoma completodi una donna a partire da un dente di 7.400 anni, riuscendo a stabilire anche l’aspetto di queste persone: pelle chiara, occhi e capelli scuri.

Per i ricercatori, i contadini che hanno percorso le due rotte per entrare in Europa appartenevano alla stessa popolazione ancestrale che probabilmente è la medesima del primo contadino che ha raggiunto il nostro continente dall’Anatolia.

Fisicamente questi antenati sono molto diversi rispetto ai resti dell’uomo trovati nel 2014 dallo stesso gruppo di ricerca sempre in Spagna, a circa 800 km da dove è stato rivenuto il dente della donna studiata, e che aveva occhi blu e pelle più scura degli europei di oggi. Secondo gli scienziati, gli attuali spagnoli hanno un genoma più simile a quello dei primi contadini, mentre in alcune zone del Mediterraneo, come la Sardegna o i Paesi Baschi, la popolazione ha tratti misti.

Per Lalueza-Fox, “questo studio è solo la prima fase di un progetto più ampio che mira a creare un database paleogenomico iberico, che vada dal Mesolitico al Medioevo. Al momento abbiamo dati su circa 50 individui, ma vorremo superare i 100”.

FONTE: (adnkronos)

No Comments

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

To Top

Utilizziamo i cookie per offrirti la migliore esperienza online. Accettando l'accettazione dei cookie in conformità con la nostra politica sui cookie.

Privacy Settings saved!
Impostazioni

Quando visiti un sito Web, esso può archiviare o recuperare informazioni sul tuo browser, principalmente sotto forma di cookies. Controlla qui i tuoi servizi di cookie personali.


I cookie statistici aiutano i proprietari di siti Web a capire come i visitatori interagiscono con i siti raccogliendo e riportando informazioni in modo anonimo.

I cookie di preferenza consentono a un sito Web di ricordare le informazioni che modificano il modo in cui il sito web si comporta o sembra, come la tua lingua preferita o la regione in cui ti trovi.

I cookie necessari aiutano a rendere un sito Web utilizzabile abilitando funzioni di base come la navigazione della pagina e l'accesso alle aree protette del sito web. Il sito Web non può funzionare correttamente senza questi cookie.

Rifiuta tutti i Servizi
Accetta tutti i Servizi