Scoperto l'antenato del delfino: si tratta di "Isthminia panamensis"

Chiaramente imparentato con i moderni delfini d’acqua dolce, ma simile, in molti tratti, a quelli d’acqua salata: un gruppo di scienziati dello Smithsonian ha riconosciuto, in un fossile di delfino rinvenuto a Panama, un genere e una specie di cetaceo completamente nuovi, un tassello prezioso per comprendere l’evoluzione dei delfini moderni.

SCOMPARSO. I resti del mammifero ormai estinto – descritti in un articolo appena pubblicato su PeerJ – risalgono a 5,8-6,1 milioni di anni fa. Il fossile, che è stato rinvenuto vicino alla costa della cittadina panamense di Piña, comprende metà del cranio, la mascella inferiore con un intero set di denti conici, la scapola destra e due piccole ossa della pinna. Rispetto ai moderni delfini d’acqua dolce, l’Isthminia panamensis (come è stato nominato) appare più grande: doveva raggiungere i 2,7 m di lunghezza.

HABITAT DIVERSO. «L’Isthminia è il parente più prossimo del moderno delfino di fiume amazzonico» dice Aaron O’Dea, scienziato dello Smithsonian Tropical Research Institute di Panama. Ma allo stesso tempo, è stato trovato tra rocce marine, insieme ad altri fossili di animali marini. Questo fatto, insieme ad alcune caratteristiche del cranio e della mascella, fanno pensare che l’animale vivesse nelle acque salate ricche di pesce del mar dei Caraibi, prima della completa chiusura dell’istmo di Panama.

IN DECLINO. Gli antenati dei moderni delfini d’acqua dolce, come l’Isthminia panamensis, erano diffusi alle acque di tutto il mondo. Oggi sopravvivono solo quattro specie di questi cetacei, una delle quali – il delfino di fiume cinese (Lipotes vexillifer) è ormai quasi sicuramente estinta. Rispetto ad altri cetacei, questi animali – dal collo lungo e flessibile e con lunghi becchi che meglio si adattano ai fondali limacciosi dei fiumi – hanno vissuto un processo evolutivo inverso.

AL CONTRARIO. «Mentre balene e delfini si sono evoluti da antenati terrestri per divenire animali completamente marini, i delfini di fiume sono ritornati verso terra attraverso le acque dolci», conclude O’Dea. «I loro fossili raccontano i cambiamenti geografici e dell’ecosistema del passato».

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