L’attività motoria ha da sempre affascinato grandi uomini che si sono cimentati da sempre nel gioco, che è tutto: emozione, spaccato sociale, cognitivo, orientamento spaziale e temporale e storia, è piano logico-matematico e tante altre cose.
E’ infatti gioco, ovvero “estensioni ideative di una macchina che è in grado di conoscere, vivere, emozionarsi e quindi fare”.
Alcuni pensano che noi ci muoviamo e basta!
Ma invece c’è chi pensa che ci muoviamo pensando e viviamo muovendoci ed è questa consapevolezza, che forse madre natura ci vuole dare, ovvero vivere il proprio corpo in maniera naturale con i suoi sentimenti, con le sue relazioni, con le sue regole e con le sue percezioni e funzioni cognitive.
E NOI VOGLIAMO ESSERCI, DENTRO QUESTO PROCESSO!
L’educazione motoria, nella scuola, infatti, vuole essere la prima risposta al miglioramento delle funzioni cognitive che oggi tutti decantiamo come carenti nei ragazzi e ogni giorno le mettiamo a bando, sia che realizza un aspetto educativo, preventivo o terapico, in fondo, non sono altro che capacità che danno all’individuo le seguenti funzioni:
- Autoregolazione comportamentale rispetto alla situazione.
- Comportamenti adeguati alla situazione e in sintonia con i propri scopi.
- Mantenimento del compito per il tempo stabilito.
- Inibizione di risposte non opportune o di atti motori poco prassici.
- Modulazione e regolazione dell’atto rendendolo prassico e adattato.
- Capacità di organizzare le sequenze motorie mostrando un’adeguata capacità di regolare e modulare l’atto.
- Capacità di autoconsolarsi rendendo flessibile la risposta emotiva.
- Mostrare iniziativa e spontaneità nella situazione di gioco con gli altri.
- Flessibilità e uso cognitivo con capacità di adattare il gioco alla richiesta fatta, modulando le variabili al gioco per rendere l’uso del pensiero più flessibile.
- Pianificazione e problem solving con capacità di adattamento alla situazione storica che vive e vivrà.
- Miglioramento dell’attenzione visiva, uditiva e tattile con adeguamento delle capacità di regolazione tonica.
- Adeguamento della flessibilità ideo-motoria rendendo il pensiero più plastico e l’uso cognitivo più adattabile alla situazione, legando il qui ed ora al pensiero ipotetico-deduttivo.
Queste sono solo le premesse che vogliono creare delle basi solide e scientifiche a quello che vuole essere un’educazione motoria, che si fa nella scuola elementare, che non è facciamoli giocare o ancora meglio facciamoli scaricare, con una mera visione catartica delle cose, ovvero, è anche questo ma non solo, vuole essere anche quell’educazione motoria fatta di ricerca, di pensiero ideato, agito e vissuto, che in fondo creano i presupposti per quelle funzioni esecutive, che tanto oggi va di modo parlarne, ma che forse esistono da sempre e che, per questo motivo, sono state da sempre li, alla nostra portata e dentro di noi, e quindi, con l’arte della semplicità e spontaneità che solo i piccoli sanno fare.
RISCOPRIAMOCI E MUOVIAMOCI PERCHE’ E’ ORA!
Il prof Filippello Giovanni e la sua equipe CELPP
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