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	<title>LOGOPEDIA Archivi - Centro Educativo Logopedico Psicomotorio Psicologico CELPP Palermo</title>
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	<title>LOGOPEDIA Archivi - Centro Educativo Logopedico Psicomotorio Psicologico CELPP Palermo</title>
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		<title>La cura non solo del bambino ma di tutta la famiglia. Il CELPP offre un nuovo servizio: l&#039;&#034;Assistenza Domiciliare&#034;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[trovaweb]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 21 Aug 2015 12:32:24 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Da sempre, Celpp si pone l’obiettivo di prendersi cura non solo del bambino/utente che svolge le varie attività e/o terapie all’interno della struttura, ma anche della famiglia e delle persone che ruotano attorno a lui, cioè il suo “Microsistema” (U. Bronfenbrenner). Infatti l’obiettivo principale del nostro centro è quello di supportare la famiglia sotto varie [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="color: #000000; font-family: sans-serif; font-size: 15.7293577194214px; line-height: normal; widows: auto; margin-bottom: 0.0001pt;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 22.720182418823242px; font-family: 'Times New Roman', serif;">Da sempre, Celpp si pone l’obiettivo di prendersi cura non solo del bambino/utente che svolge le varie attività e/o terapie all’interno della struttura, ma anche della famiglia e delle persone che ruotano attorno a lui, cioè il suo “Microsistema” (U. Bronfenbrenner).<u></u><u></u></span></p>
<p class="MsoNormal" style="color: #000000; font-family: sans-serif; font-size: 15.7293577194214px; line-height: normal; widows: auto; margin-bottom: 0.0001pt;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 22.720182418823242px; font-family: 'Times New Roman', serif;">Infatti l’obiettivo principale del nostro centro è quello di supportare la famiglia sotto varie arie e aspetti (psicologico, emotivo, supportivo, ecc…).<u></u><u></u></span></p>
<p class="MsoNormal" style="color: #000000; font-family: sans-serif; font-size: 15.7293577194214px; line-height: normal; widows: auto; margin-bottom: 0.0001pt;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 22.720182418823242px; font-family: 'Times New Roman', serif;">Viene, dunque, presa in carico l’intera famiglia allo scopo di porre l’accento non solo sul singolo individuo, ma su ciòche lo circonda: La famiglia.<u></u><u></u></span></p>
<p class="MsoNormal" style="color: #000000; font-family: sans-serif; font-size: 15.7293577194214px; line-height: normal; widows: auto; margin-bottom: 0.0001pt;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 22.720182418823242px; font-family: 'Times New Roman', serif;">Per questa ragione Celpp lancia il servizio di Assistenza Domiciliare, al quale ogni famiglia può rivolgersi per avere un aiuto/supporto quotidiano direttamente a casa, al fine di migliorare la qualità della vita, diminuire lo stress familiare.<u></u><u></u></span></p>
<p class="MsoNormal" style="color: #000000; font-family: sans-serif; font-size: 15.7293577194214px; line-height: normal; widows: auto; margin-bottom: 0.0001pt;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 22.720182418823242px; font-family: 'Times New Roman', serif;">Il nostro personale è preparato a fornire qualità massima nelle situazioni di disabilità fisica e nel disagio sociale, supportando l’assistito anche in tutti quegli aspetti ed attività che riguardano la presenza in condizioni di isolamento sociale, mancanza di referenze per piccole e condivise commissioni, attività di socializzazioni e compagnia.</span></p>
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		<title>Le bambine apprendono il linguaggio prima dei maschietti gia&#039; dall&#039;asilo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[trovaweb]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 20 Aug 2015 12:31:55 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Più interessate e più disposte a impegnarsi in attività linguistiche come la lettura e il canto, le bimbe lasciano indietro i colleghi maschietti fin dall&#8217;asilo e da grandi diventano più brave a scuola. A dimostrare che l&#8217;anticipo con cui le bambine sviluppano competenze linguistiche rispetto ai bambini ha già le radici nei primissimi anni di [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #000000; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 19.0709114074707px; line-height: 22.4527778625488px;">Più interessate e più disposte a impegnarsi in attività linguistiche come la lettura e il canto, le bimbe lasciano indietro i colleghi maschietti fin dall&#8217;asilo e da grandi diventano più brave a scuola. A dimostrare che l&#8217;anticipo con cui le bambine sviluppano competenze linguistiche rispetto ai bambini ha già le radici nei primissimi anni di vita è uno studio condotto dal Norwegian Reading Centre del l&#8217;Università di Stavanger su 1.005 bimbi tra i 30 e i 33 mesi delle scuole materne. Ma è proprio all&#8217;asilo, suggerisce la ricerca, che si dovrebbe intervenire per garantire &#8216;pari opportunità&#8217; e &#8216;uguaglianza di genere&#8217; in età scolare. Precedenti studi sulle diverse competenze linguistiche indagavano sulle relazioni, soprattutto con i genitori. Questo invece è basato su osservazioni e informazioni fornite dal personale della scuola materna in base delle attività svolte.</span><br style="color: #000000; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 19.0709114074707px; line-height: 22.4527778625488px;" /><br style="color: #000000; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 19.0709114074707px; line-height: 22.4527778625488px;" /><span style="color: #000000; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 19.0709114074707px; line-height: 22.4527778625488px;">Prendere coscienza del linguaggio &#8220;è un prerequisito per imparare a leggere &#8211; spiega a Science Daily Elisabeth Brekke Stangeland, dell&#8217;Università di Stavanger &#8211; e questa consapevolezza è promossa in particolare da attività come la lettura, il canto e la recitazione in rima&#8221;. Quindi se i ragazzi partecipano meno ad attività linguistiche di questo tipo, le conseguenze si hanno anche nell&#8217;apprendimento della lettura. E le differenze spesso proseguono anche in età scolare. &#8220;Tanto che, in termini di capacità di lettura, i ragazzi norvegesi della scuola secondaria sono un intero anno dietro le ragazze della stessa età e sono molto più portati ad abbandonare gli studi&#8221;, spiega Stangeland. Per garantirgli uguali opportunità di affrontare al meglio la scuola, i maschietti vanno stimolati in modo diverso, individuandone i desideri, &#8220;spesso invece si escludono dalle attività linguistiche. In questo caso &#8211; conclude &#8211; dobbiamo chiederci se queste attività, per come sono strutturate, siano realmente interessanti per loro&#8221;. </span></p>
<p style="text-align: right;">FONTE: (ansa)</p>
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		<title>I benefici della pet therapy e della logopedia</title>
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		<pubDate>Wed, 19 Aug 2015 17:43:12 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Nell’ambito della riabilitazione foniatrica, così come in quella neuromotoria, si assiste ormai da diverso tempo ad un viraggio dell’approccio terapeutico, proteso a considerare il paziente non più una sola entità patologica, relegata all’alterazione di un organo o di un sistema, ben sì un’entità globale da valutare nella sua complessità, considerandolo inserito nella propria realtà. Si [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.celpp.it/la-pet-terapy-e-la-logopedia/">I benefici della pet therapy e della logopedia</a> proviene da <a href="https://www.celpp.it">Centro Educativo Logopedico Psicomotorio Psicologico CELPP  Palermo</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Nell’ambito della riabilitazione foniatrica, così come in quella neuromotoria, si assiste ormai da diverso tempo ad un viraggio dell’approccio terapeutico, proteso a considerare il paziente non più una sola entità patologica, relegata all’alterazione di un organo o di un sistema, ben sì un’entità globale da valutare nella sua complessità, considerandolo inserito nella propria realtà. Si tende, cioè a “ricompattare” l’individuo che sta dietro alla singola lesione logopedia e/o psicomotoria, a valutarne il livello maturativo raggiunto e a stimolarne le relative tappe evolutive dello sviluppo linguistico. Per raggiungere questo obiettivo si cerca di adottare tutti quei metodi, definiti alternativi o coadiuvanti una terapia elettiva che, aggiunti al trattamento logopedico convenzionale, possono coinvolgere maggiormente il paziente, stimolarne la partecipazione attiva e quindi ridurre i tempi del trattamento convenzionale stesso; il paziente viene coinvolto fino ad entrare a far parte della terapia, ad accettarla e addirittura ricercarla, sentendosi entità attiva della riabilitazione e non “succube” di un trattamento ripetitivo.</p>
<p>Inizialmente mi sono stupita quando facendo delle ricerche su internet ho trovato che la pet therapy ha avuto notevoli risultati come metodica alternativa e ausiliare nella riabilitazione foniatrica. Per questo mi sono interessata a ricercarne le motivazioni, di seguito descritte.</p>
<p>Com’è noto la funzione verbale e la strutturazione psicomotoria sono strettamente connesse; il corretto controllo del tono e della coordinazione muscolare sono fondamentali sia nelle tappe evolutive dello sviluppo della parola che della complessa organizzazione psicomotoria dell’infante. In condizioni patologiche, l’applicazione di sedute di pet therapy preliminari al trattamento neuroriabilitativo tradizionale può essere ritenuta un importante ausilio terapeutico; sotto il profilo squisitamente neurofisiologico la pet therapy determina, grazie al contatto diretto con l’animale, una ripetitività di stimoli sensoriali e sensitivi che inducono, attraverso i gesti, la fissazione di engrammi a livello centrale. La spinta emozionale, insita nel contatto con il pet, determina un potenziamento di concentrazione nelle attività prassiche, che si concretizza con un miglior coordinamento della motilità.</p>
<p>Anche nel caso di pazienti affetti da dislalia, così come in altre patologie psicomotorie, il trattamento con gli animali induce un potenziamento della coscienza del Sé corporeo, con relativo incremento dell’autostima; ciò risulta in associazione ad un notevole incremento della partecipazione relazionale al trattamento logopedico standard.</p>
<p>La pet therapy contiene implicitamente un imprinting ludico di non secondaria entità, che permette di accettare meglio la seduta logopedia. Inevitabilmente, durante le sedute di pet therapy, si crea un rapporto a tre: animale-paziente-terapista; si costituisce, così una nuova dinamica interna al rapporto riabilitativo: il soggetto, da passivo e fruitore dell’intervento, diventa soggetto attivo nel rapporto diretto con il terapista, che assume un ruolo mediatico tra le due figure durante il trattamento con l’animale.</p>
<p>In conclusione quindi il complesso di interazioni, che la presenza di un animale domestico scatena nel paziente, indica una nuova strada di sviluppo per raggiungere l’accettazione da parte del paziente del trattamento riabilitativo in senso lato, e logopedico in particolare.</p>
<p style="text-align: right;">FONTE: (lallalogos.it)</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Antonella, la ragazza che corre nonostante la Sla</title>
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		<dc:creator><![CDATA[trovaweb]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Aug 2015 16:59:01 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>MARCON. C’è la voglia di capire. Capire come mai, senza preavviso, un giorno arrivi una malattia, la Sclerosi Laterale Amiotrofica, che ti toglie tutto, la forza, il fisico, persino il respiro. Ma la mente rimane lucida. Qualcuno l&#8217;ha definita la “malattia dei calciatori”. Niente di tutto questo: le cause non sono note. La Sla non [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="margin: 20px 0px 0px; padding: 0px; border: 0px; outline: 0px; vertical-align: baseline; color: #111111; font-family: Arial, 'Helvetica Neue', Helvetica, sans-serif; line-height: 23px; background-image: initial; background-attachment: initial; background-size: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-position: initial; background-repeat: initial;">MARCON. C’è la voglia di capire. Capire come mai, senza preavviso, un giorno arrivi una malattia, la Sclerosi Laterale Amiotrofica, che ti toglie tutto, la forza, il fisico, persino il respiro. Ma la mente rimane lucida. Qualcuno l&#8217;ha definita la “malattia dei calciatori”. Niente di tutto questo: le cause non sono note. La Sla non è collegata al calcio: i calciatori fanno più notizia, ma ci sono un sacco di persone affette dalla Sla, una malattia terribile che rende prigioniere le persone del proprio corpo. Toglie il movimento, ma risparmia l’anima, il cuore.</p>
<p style="margin: 20px 0px 0px; padding: 0px; border: 0px; outline: 0px; vertical-align: baseline; color: #111111; font-family: Arial, 'Helvetica Neue', Helvetica, sans-serif; line-height: 23px; background-image: initial; background-attachment: initial; background-size: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-position: initial; background-repeat: initial;">Antonella Moret, 43 anni, vive a Gaggio di Marcon dal 2010 con il suo compagno Mirko Zennaro. Appassionata di maratone, è un&#8217;atleta del Venice Running Team, e nella sua carriera podistica ha portato a termine dieci mezze maratone: sette edizioni alla Mezza Maratona del Santo a Padova, una a Trieste e Treviso. L&#8217;ultima alla quale ha partecipato è stata la Moonlight di Jesolo a maggio di quest&#8217;anno, con un crono di 1.38, spinta sempre dal suo inseparabile compagno Mirko Zennaro.</p>
<p style="margin: 20px 0px 0px; padding: 0px; border: 0px; outline: 0px; vertical-align: baseline; color: #111111; font-family: Arial, 'Helvetica Neue', Helvetica, sans-serif; line-height: 23px; background-image: initial; background-attachment: initial; background-size: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-position: initial; background-repeat: initial;">Quando è iniziata la battaglia con la Sla ? «La battaglia è iniziata nel 2000. Tutto è incominciato con un banale formicolio», spiega Antonella. «Tra i mille impegni quotidiani, riuscivo ad incastrare qualche ora per andare in palestra. Quando si è presentato quel formicolio, ho subito pensato di aver fatto qualche movimento sbagliato in palestra, di aver infiammato un nervo. Non mi sono fermata, ho aspettato che passasse da solo. Ma cosi non è stato, anzi. Allora sono andata a farmi fare un pò di massaggi, ma non miglioravo. Il fisioterapista diceva che non sentiva nulla di strano, solo un po’ di rigidità muscolare. Il dolore ha cominciato ad accompagnarmi ogni giorno, costante, finchè non ho più potuto ignorarlo; le mie gambe sembravano non rispondermi, inciampavo spesso. Mi sono spaventata davvero e mi sono decisa a farmi visitare da un medico».</p>
<p style="margin: 20px 0px 0px; padding: 0px; border: 0px; outline: 0px; vertical-align: baseline; color: #111111; font-family: Arial, 'Helvetica Neue', Helvetica, sans-serif; line-height: 23px; background-image: initial; background-attachment: initial; background-size: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-position: initial; background-repeat: initial;">«Presi appuntamento a Conegliano a gennaio 2000. Ma l&#8217;esito della visita diede esito negativo. Ad aprile 2001 le condizioni peggiorarono, ma sia la Tac che la Rsm non rilevavano alcuna anomalia. A questo punto decidetti di andare da un medico a Treviso che chiese un prelievo del midollo spinale. Anche quella volta nessuna anomalia. A questo punto dovevo provarle tutte. Andai a Rovigo e il medico, appena mi visitò mi prescrisse una elettromiografia urgente. Questa volta l&#8217;esame diede un esito, attribuendo un nome alla mia patologia: malattia del 1° e 2° motoneurone. Ho cominciato a sottopormi a sedute di fisioterapia e logopedia; ripetuti per l&#8217;ennesima volta Rsm, Tac ed elettromiografia la diagnosi è stata confermata: si trattava proprio della Sclerosi Laterale Amiotrofica, una malattia neurodegenertiva che colpisce i motoneuroni, cioè le cellule nervose cerebrali e del midollo spinale. Una sigla che non conoscevo, tre lettere che hanno sconvolto la mia esistenza e quella della mia famiglia».</p>
<p style="margin: 20px 0px 0px; padding: 0px; border: 0px; outline: 0px; vertical-align: baseline; color: #111111; font-family: Arial, 'Helvetica Neue', Helvetica, sans-serif; line-height: 23px; background-image: initial; background-attachment: initial; background-size: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-position: initial; background-repeat: initial;">Ora è riuscita anche a scrivere un libro. «Nel 2014 ho conosciuto Barbara Colombo, appassionata di scrittura, e ne</p>
<p><span style="color: #111111; font-family: Arial, 'Helvetica Neue', Helvetica, sans-serif; line-height: 23px;">rimasi affascinata. Tra noi due è nata una bella amicizia e Barbara è diventata la strumento per realizzare il mio sogno: scrivere un libro, &#8220;Riparto di Slancio&#8221;, dove cerco di trasmettere un messaggio di speranza per chi è affetto da questa terribile malattia».</span></p>
<p style="text-align: right;">FONTE: (lanuovavenezia.it)</p>
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